In qualsiasi regime democratico, i gruppi che intendono
conservare il loro posto all’interno del raggruppamento di potere hanno la
necessità di immettere costantemente nel sistema la quantità di energia
necessaria a mantenere in equilibrio il sistema stesso.
In questa condizione
non è possibile una soluzione della continuità, pena la variazione
irreversibile della composizione del raggruppamento. Il sistema, infatti, deve
ricevere ininterrottamente energia per restare in equilibrio.
Nessun gruppo può permanere nel sistema azzerando il proprio
peso in esso. Ne deriverebbe inevitabilmente un riassestamento del sistema con
esclusione del gruppo inerte, dovendo il raggruppamento conservare la quantità
totale di energia indispensabile al suo sostentamento.
La necessità di permanere entro il contesto di potere
circoscritto impone al gruppo un dovere primario: il controllo della fonte di
energia.
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