"sappie che, tosto che l'anima trade
come fec'io, il corpo suo l’è tolto
da un demonio, che poscia il governa
mentre che ’l tempo suo tutto sia vòlto".



mercoledì 25 aprile 2012

§3. L'idolo della partecipazione


La nevrosi, generata nel partecipe (l’elettore dispensatore di consenso) dall’atto del “prendere parte”, è il frutto di un meccanismo di rimozione che richiede una costante produzione di energia per giustificare l’accettazione dell’inaccettabile e accogliere in sé, in maniera apparentemente indolore, la contraddizione.

La scelta, però, è compiuta, dunque si appartiene, e tuttavia le maggiori difficoltà dell’esistenza non sono neppure sfiorate. L’irreversibilità della condizione di crisi in cui si versa suscita un ininterrotto senso di frustrazione e, paradossalmente, un più ottuso istinto di appartenenza, nonostante si percepisca la completa mancanza di peso dell’azione del singolo.

Le fondamenta del potere nei regimi democratici sono poggiate, dunque, sulla nevrosi provocata dalla costante necessità di rimuovere la contraddizione insita nell’obbligo interiore di partecipare ad un sistema in cui l’azione del singolo è del tutto irrilevante. Da un lato, quindi, l’individuo avverte l’interiore obbligo a partecipare, dall’altro riconosce quanto sia irrilevante la propria partecipazione.

Questo aspetto della dinamica dei regimi democratici dimostra la sostanziale irrazionalità di questi sistemi di potere.
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